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Laboratorio 

Icone Shalom

Pittura su legno 

Icone realizzate da Bernadette Gaudin 

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Benvenuti nel mondo dell'arte iconica

Elementi storici

La parola icona deriva dal greco eikôn, che significa “immagine”. L’arte delle icone nasce con il cristianesimo, nel momento in cui la fede afferma che Dio si è reso visibile in Gesù Cristo. Poiché Cristo è l’immagine del Dio invisibile, la sua rappresentazione diventa possibile. Già nei primi secoli, l’icona si sviluppa nel mondo bizantino e orientale come mezzo per trasmettere la fede e rendere presente il mistero divino.

Dopo lunghe discussioni e le crisi iconoclaste dei secoli VIII e IX secolo, la Chiesa d’Oriente riconosce ufficialmente, nel 843, il valore teologico e liturgico delle immagini. Successivamente l’iconografia conosce una grande diffusione, soprattutto nel mondo bizantino e russo. La riscoperta delle antiche icone nel XX secolo ha messo in luce la forza e la profondità spirituale di quest’arte.

Preparazione della tavola 

Creazione del disegno

Applicazione delle “luci” con i pigmenti 

Finiture, scrittura del titolo dell’icona 

Aspetti artistici e tecnici

Dipingerе un’icona non è una creazione libera nel senso moderno del termine. Si dice spesso che l’icona si “scriva”, perché segue regole precise tramandate dalla tradizione. Eppure, ogni icona è unica. Dopo aver preparato il supporto in legno con una mano di fondo, il disegno viene realizzato e tracciato, quindi si procede alla doratura con foglia d’oro. Infine, l’icona viene dipinta a mano secondo la tecnica tradizionale della tempera a uovo, in cui i colori progressivamente passano simbolicamente dall’ombra alla luce. 

Le forme sono stilizzate, le figure calme e serene, spesso rappresentate frontalmente. La prospettiva è invertita, i colori hanno un significato particolare e i materiali – dal mondo animale, vegetale e minerale – diventano un inno a Dio per la creazione. L’assenza di realismo e di ombre naturali è una scelta consapevole: lo scopo non è imitare il mondo visibile, ma manifestare una realtà trasfigurata, al di là di ciò che la mente umana può comprendere.

L’iconografo non cerca di esprimere se stesso né di dare una propria interpretazione di un evento. Il suo compito è piuttosto tradurre in immagini le parole del Vangelo o la vita della persona rappresentata, restando fedele a un “linguaggio comune” che invita alla contemplazione.

Approccio spirituale

L’icona è prima di tutto un’immagine di presenza. A differenza dell’idolo, che chiude e acceca lo sguardo, l’icona apre e illumina gli occhi: invita a vedere oltre il visibile e ad aprirsi a un’altra realtà. Nella tradizione cristiana orientale, l’icona è spesso descritta come una “finestra sull’invisibile”. Non è fatta per essere guardata passivamente, ma per entrare in relazione con chi la contempla.

Più che un oggetto d’arte, l’icona è una preghiera in colori. Mostra l’unione del divino e dell’umano resa possibile dall’Incarnazione di Cristo e invita ciascuno a un cammino interiore. Senza limiti di tempo, si rivolge a tutti e apre uno spazio di silenzio, attenzione e trasformazione. Crea un legame tra il visibile e l’invisibile, tra l’umano e il divino.

Personalmente, prego per la persona a cui l’icona è destinata o per un’intenzione particolare. Creo l’icona affinché porti la sua dimensione spirituale e il suo significato profondo a chi la contemplerà.

Preghiera dell’iconografo 

« Tu, Artista Divino di tutto ciò che esiste
e io tuo amico,
illumina e guida la mia anima,
la mia mente e il mio cuore.

Guida la mia mano
affinché io possa rappresentare degnamente
e perfettamente la tua Immagine,
quella di tua Madre
e quella di tutti i Santi,
per la gloria, la gioia
e l’abbellimento del tuo popolo.

Mio Dio, benedici i miei umili sforzi,
fa’ che il mio lavoro
serva all’elevazione della mia anima,
per la gloria del tuo Nome. »

La colomba, l’icona e lo Shalom

La colomba che tiene un ramo d’ulivo rappresenta per me la pace, la speranza e il legame tra il visibile e l’invisibile, la volontà di creare dialogo e unità tra culture e credenze.

La parola ebraica Shalom (pace) significa molto più della semplice assenza di conflitto. Evoca equilibrio e armonia. Infatti, attraverso i simboli delle sue lettere ebraiche, Shalom esprime l’equilibrio tra fuoco e acqua, due forze che sembrano opposte ma che si realizzano in una dinamica di vita. Accogliendo questo Shalom nel cuore di noi stessi, possiamo portare armonia intorno a noi e far risplendere la pace nel mondo.

Ogni icona che scrivo (dipingo) può essere vista come un’espressione di questo Shalom. Uno spazio da cui emana la Pace attraverso la dinamica delle luci, dei colori, degli sguardi che ci penetrano, invitando ciascuno a connettersi all’Amore interiore e universale.

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